Strafocarsi - Dietologia_Roviglio

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Una nuova droga si espande a macchia d’olio.
Strafogarsi di schifezze
Molte persone rimangono basite dopo aver avuto un eccesso alimentare che non sono riuscite a controllare, spinte da una forza occulta. Si definisce crave il desiderio incoercibile di cibo ( o meglio, di determinati cibi, generalmente dolci o farinacei, ricchi di zuccheri e grassi) pur non essendo particolarmente affamati. E’ sufficiente avere a portata di mano un alimento appetibile per scatenare, prima ancora di assaggiarlo, il capriccio, la bramosia di difficile controllo.In una società ricca dove il cibo costa poco ed è reperibile in qualsiasi ora del giorno o della notte, il numero delle persone coinvolte in questi pensieri e comportamenti, sta diventando  elevato e continuerà ad aumentare sempre di più ( soprattutto col perdurare della crisi economica).
Questa nuova forma di disturbo alimentare si differenzia dal Binge Eating per l’assenza di qualsiasi problematica emotiva, relazionale o crisi d’ansia o sfondo depressivo oppure malinconia.
La vista del cibo + il ricordo del buon sapore del dolce
+ il piacere che produrrà a breve ….
ed il gioco è fatto: nulla e nessuno potrà impedire la cupidigia di mangiarlo.
Nulla e nessuno li fermerà
Riteniamo che per definire questo quadro dovremmo tralasciare la lingua inglese ed usare un termine più comprensibile da tutti: ingordigia trangugiatoria ( definizione personale).
Andiamo oltre e spostiamo l’attenzione sull’oggetto di questa assenza di controllo: da anni siamo circondati da una quantità incredibile di confort foods, o cibi nei quali è accumulata una diabolica mistura di zucchero + grassi + sale + aromi nuovi e coinvolgenti che, stimolando le aree cerebrali collegate alla percezione del piacere, fa star bene, consola e genera assuefazione e, a lungo andare, pericolosissima dipendenza.
Una parola angosciosa ma reale.
In una società ed in anni travagliati e difficili per la maggioranza delle persone (dalle casalinghe al manager, dall’artigiano alle operaie) lo zucchero industriale viene equiparato dagli scienziati agli stupefacenti perché stimola i centri della ricompensa del cervello.
In definitiva, una dolce droga … legale …!
E’ risultato che i cibi manipolati dalle Multinazionali agro-alimentari e resi altamente grassi, aumenterebbero il rilascio da parte del cervello di sostanze simili alla Dopamina e Endo-cannabinoidi, alla Cannabis e alla Marijuana.

Parole pesanti come pietre, ce ne rendiamo conto.L’uso e lo strauso del cibo con queste finalità produce ingordigia, la bramosia poco appagabile che porta alle perdite di controllo.Si crea una sottomissione, con dosi sempre maggiori che naturalmente non rappresentano la soluzione di alcun problema.E’ come la febbre e la polmonite: la prima inizia con poche linee e qualche colpetto di tosse fino al catarro verde striato di sangue! A quel punto c’è poco scampo. L’aspetto preoccupante per chi ne è affetto è che l’intensità del desiderio ( e la difficoltà a controllarlo) è predittivo di un suo maggior impiego nei mesi successivi, fino ad arrivare alla soggezione. E’ legale, nessuno se ne accorge e nessuno può giudicarti … il gioco è fatto.
Tutte le angosce, le frustrazioni, le ingiustizie di una giornata vengono cancellate miracolosamente da questa ingordigia: un ironico eufemismo per descrivere un comportamento abnorme,
 
 
Ci rendiamo conto che questo comportamento può interessare solo un numero limitato di lettori: comunque vi consigliamo di prenderne atto e di rifletterci.
Ricordate che, come ogni malattia, lasciata a se stessa crescerà sempre di più fino a rendervi schiavi di questo comportamento e farà di voi vittime con poche chance .
Con grande gioia delle Multinazionali del cibo che questo gioco hanno creato a tavolino e che continueranno ad implementare.
In realtà la situazione è più complicata
La secrezione di dopamina, neurotrasmettitore prodotto autonomamente dal cervello dell’uomo, inizia con l’aspettativa di godere di quel determinato alimento: una sorta di speranza del piacere che deve ancora essere colto ma che darà a breve i suoi frutti.L’attesa del cibo che gratificherà il ritorno a casa stimola le endorfine, sostanze simili alla morfina perché donano piacere e soddisfazione intensa ( che aumenteranno man mano che il momento si avvicina).Per questa ragione molte persone non riescono ad evitare di perdere il controllo: lo stato di eccitazione è elevatissimo e incontrollabile. Queste pazienti parlano “ di una sorta di forza interna, di una voce che le spinge …Concludendo la dopamina è il mediatore dell’attesa piuttosto che della fruizione del piacere. Ma viene secreta anche dall’inaspettata possibilità di consumare cibo a breve se visto in una vetrina o scoperto in fondo alla dispensa. Da qui la difficoltà di attuare un minimo di resistenza. Quando questa non viene assolutamente attuata si deve pensare che così facendo il soggetto reagisce all’ isolamento psicologico del momento e trova nel cibo una sorta di auto-cura. L’urgenza di gratificarsi con quell’alimento particolare crea un conflitto psicologico tra la motivazione all’assunzione del cibo incriminato ( per il piacere che ne deriva) e la consapevolezza del rischio di diventarne dipendente.
Il problema dell’astinenza: è un’ enigma di difficile soluzione. Presto, prestissimo, il prima possibile, il soggetto come un automa, cerca il cibo e ne fa scempio, senza una logica …
Noi siamo in grado di curarvi.
 
 
I consigli forniti in questo sito devono essere intesi semplicemente come suggerimenti di comportamento e non sostituiscono la visita medica
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